Quando la notizia si fa vicina: il racconto della giornata con il Messaggero Veneto

Il 17 aprile scorso, l’auditorium della biblioteca civica di San Giorgio della Richinvelda non era il solito luogo silenzioso dedicato alla lettura, ma il cuore pulsante dell’informazione regionale. Gli alunni delle classi seconde C e D e della classe terza C della Scuola secondaria di primo grado "Antonio Pilacorte" sono stati testimoni di un evento eccezionale: la redazione di Pordenone del Messaggero Veneto ha scelto di uscire dai propri uffici per svolgere la sua riunione operativa del mattino proprio davanti agli occhi degli alunni, coinvolgendoli in prima persona nel processo che porta alla nascita del quotidiano.

Sotto la guida del caporedattore centrale Antonio Bacci e del responsabile della redazione di Pordenone Enri Lisetto, gli alunni hanno visto i giornalisti analizzare i fatti del giorno, discutere su quali notizie meritassero la prima pagina e quali necessitassero di ulteriori verifiche. È stato un momento di "giornalismo dal vivo" che ha mostrato ai ragazzi come, anche in un'epoca dominata dalla velocità digitale del web e dei social, il rigore e la scelta delle fonti rimangano i pilastri fondamentali di questa professione. In video collegamento, il condirettore Paolo Mosanghini e i responsabili dei vari settori — dalla cultura allo sport — hanno trasformato San Giorgio nel centro di un sistema informativo complesso e affascinante, che quest'anno festeggia i suoi primi 80 anni di storia.

L'incontro si è presto trasformato in un dialogo aperto, in cui il sindaco Michele Leon ha ricordato ai ragazzi il valore immenso di vivere in un Paese dove l'informazione è libera, esortandoli a essere cittadini consapevoli e informati. Gli alunni hanno avuto l'opportunità di porre domande dirette, chiedendo come si combattono le fake news e come si scelgono le storie da raccontare. Le risposte dei giornalisti hanno fatto capire che l'ascolto del territorio e dei cittadini è ancora "la stella polare" del loro lavoro: un legame profondo che il Messaggero Veneto ha voluto ribadire incontrandoli proprio a due passi da scuola.